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Comune di Iglesias

 
 

Informazioni ambientali

Informazioni ambientali che le Amministrazioni detengono ai fini delle proprie attività istituzionali.

Ambiente e Territorio

Negli ultimi anni le Amministrazioni locali sono state chiamate sempre più ad affrontare le problematiche e gli aspetti più vicini al cittadino. L’applicazione del principio di sussidiarietà ed il decentramento amministrativo pesano in maniera determinante sulle attività dell’Ente locale, in particolare del Comune.

L’applicazione del principio di sussidiarietà ed il decentramento amministrativo pesano in maniera determinante sulle attività dell’Ente locale, in particolare del Comune.

Nella pianificazione strategica assume un ruolo rilevante l’analisi desk, quel lavoro volto a realizzare una “fotografia” oggettiva del territorio in base ai dati e alle informa zioni attendibili di cui si ha disponibilità. Di seguito l’analisi in relazione al comune di Iglesias ed al suo territorio di riferimento, per lo specifico ambito dell’Ambiente.

Il Contesto di Riferimento

Nel contesto locale della Sardegna sudoccidentale, il territorio di Iglesias si distingue per la elevata differenziazione dei profili ambientali che vanno dal sistema costiero di Nebida e Buggerru, alle foreste montane del Marganai-Oridda. Si tratta di sistemi complessi, esposti a processi di degrado indotti dall’attività umana e da processi di trasformazione naturali a volte particolarmente energici, portatori di una significativa capacità di attrazione verso l’area e per questo ancora di più suscettibili di azioni di salvaguardia e ripristino della naturalità.

L’interesse dell’area in esame dal punto di vista ambientale è sancita dalla presenza di due Monumenti Naturali (L.R: n.31 del 7.6.1989), Canal Grande di Nebida e Pan di Zucchero e faraglioni di Masua (siti la cui il Comune sta affidando la gestione al Parco Geominerario) nonché di due Siti di Importanza Comunitaria, (SIC istuiti ai sensi del D.P.R. n. 357 del 08/09/1997 che recepisce la direttiva 92/43/CEE “Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche, ai fini della salvaguardia della biodiversità), il SIC Costa di Nebida (SIC/ITB 040029), che comprende per intero lo sviluppo costiero del Comune e il SIC Monte Linas-Marganai (SIC ITB 041111) che comprende circa 450 Ha della zona settentrionale del compendio del Marganai . Di particolare importanza nel Marganai vi sono altresì la foresta gestita dall’EFDS e il Giardino Montano “Linasia”, importante punto di riferimento per la conoscenza delle specie vegetali e della natura del nostro territorio.

Oggi, all’interno della foresta del Marganai, esistono diversi percorsi, alcuni tracciati CAI, che andrebbero collegati con le altre aree naturali del territorio e supportati da servizi offerti da microimprese del territorio.

Il dato naturale che si afferma con maggiore evidenza è quello geomorfologico, connotato da calcari cambriani che condizionano il caratteristico profilo costiero a falesia, così come l’intero bacino montano fino al confine orientale del territorio, per buona parte coperto da foresta ma anche esposto a preoccupanti fenomeni di deterioramento del soprassuolo. Caratteristico è anche il carsismo presente in tutta la zona, con notevoli risorse idriche la cui importanza è da considerare anche alla luce dei rischi di inquinamento indotti dalla presenza delle strutture minerarie dismesse.

In sintesi, si ravvisano, anche a breve distanza dal centro abitato, aree di naturalità elevata dove sopravvivono, nell’area montana, forme di copertura vegetale a Quercus Ilex (leccio) e, fortemente localizzate in alcune aree costiere, a Juniperus Phoenicea (ginepro).

Il primo dei due Monumenti naturali menzionati, l’insenatura di Canal Grande, si presenta come un’alta e inaccessibile falesia di calcescisti paleozoici a giacitura quasi verticale di grandissimo interesse geologico e di notevole valore paesaggistico.

L’aspetto che rende il luogo grandemente suggestivo è la Grotta delle Spigole, un tunnel naturale parzialmente sommerso, creato dall’erosione marina e, la cui forma ricalca pittorescamente la naturale inclinazione degli strati rocciosi della falesia (sviluppo 151 m, altezza 30 m, larghezza 5 m).

Lo scoglio del Pan di Zucchero, invece, si trova all’imboccatura settentrionale dell’insenatura di Masua. L’erosione marina ha determinato l’isolamento dalla terraferma (Punta Is Cicalas).

L’acqua piovana, con l’azione solvente sulle rocce carbonatiche cambriane, vi ha prodotto importanti fenomeni carsici, come le due grotte a forma di galleria che si aprono al livello del mare. In passato è stato anche oggetto di scavi minerari (133 m altezza; 3,72 ha superficie).

SIC costa di Nebida

La Costa di Nebida, ricadente nel SIC/ITB 040029, tutelata ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004, è classificata "fascia costiera", "area naturale e sub-naturale", "area di insediamento produttivo di interesse storico" nel Piano Paesaggistico Regionale - P.P.R., recentemente adottato con deliberazione Giunta regionale n. 22/3 del 24 maggio 2006.

L’estensione del SIC interessa, oltre a Iglesias, i comuni di Carbonia, Portoscuso, Gonnesa e Buggerru. La costa si presenta con andamento alto e roccioso, con grandi accumuli di blocchi franati al livello del mare e sottoposta ad una intensa attività erosiva. Sono presenti la maggior parte degli elementi più significativi delle morfologie costiere sarde: falesie calcaree paleozoiche, spiagge sabbiose e ciottolose, affioramenti di scisti di età cambriana, complesso delle puddinghe rosse dell'ordoviciano.

L'importanza dell’area è determinata anche dalla presenza di zone di nidificazione del Falco Pellegrino e del Falco di Eleonora.

La rilevanza del patrimonio ambientale può rendere più facile la realizzazione di percorsi naturalistici, di trekking, arrampicata, mountain bike, che potrebbero essere collegati con gli altri esistenti tra mare e montagna ed altri ancora da realizzare seguendo la viabilità rurale mettendo in collegamento Iglesias e di Carbonia in un unico “percorso verde”, una sorta di parco intercomunale che promuova e valorizzi l’ospitalità agrituristica insieme all’esercizio fisico in un ambito sano e protetto dagli autoveicoli.

Il contesto ambientale urbano

Pur inserita in un contesto naturale apprezzabile, la città di Iglesias presenta un complesso di aree verdi urbane in uno stato di potenziale crisi dovuta alle difficoltà del loro mantenimento.

Questa condizione è ascrivibile alle difficoltà organizzative del settore che deve affrontare la gestione di un territorio urbano più grande di quanto non lo consentano le ristrette risorse umane ed economiche di cui dispone.

La struttura insediativa del centro urbano di Iglesias è rivelatrice del percorso storico economico della città, con un andamento centrifugo, a partire dalla pianta regolare e quadrata rilevabile nel centro storico, per seguire con le spinte mirate verso le principali coltivazioni minerarie nell’epoca industriale e, a finire, l’effetto di colmatura della raggiera

preesistente realizzato con l’espansione edilizia moderna. Il centro storico, pur presentando una pianta medioevale, fortemente modificata nel XIX secolo, conserva ancora importanti tracce dell’edilizia pre-ottocentesca.

A questa fase di rinnovamento va ascritto lo spostamento del centro moderno fuori dal perimetro delle mura, con il seguente processo di crescita lungo le direttrici delle principali vie di comunicazioni e delle aree produttive. L’attuale fase, iniziata a fine Ottocento e accelerata fortemente nel dopoguerra, ha visto un processo di edificazione in appoggio o, peggio, in sostituzione degli edifici e delle mura medioevali con il progressivo “riempimento” degli spazi, in assenza di un disegno complessivo delle linee di sviluppo, innescando problematiche nell’uso e recupero degli edifici storici e di equilibrio tra pressione insediativa e servizi. L’assetto che si è determinato nel lungo periodo, sotto la vigenza del Piano Regolatore adottato nel 1980 e concepito all’interno di schemi che erano prevalenti nel decennio precedente.  

La mancata lottizzazione di gran parte delle aree destinate all’espansione residenziale hanno portato “spontaneamente” la città ad espandersi verso le aree rurali.

L'ambiente rurale

Il modello di crescita, insieme a una certa disinvoltura nell’ applicazione delle norme urbanistiche, dietro la richiesta di volumi apparentemente a norma e destinazioni d’uso dichiarate a fini produttivi, ha determinato insediamenti residenziali in aree irrigue sottratte all’uso produttivo agricolo, di fatto prive di opere di urbanizzazione, dove esiste peraltro una domanda di servizi e si vanno creando condizioni di marginalizzazione e degrado ambientale.

L'ambiente delle frazioni

Il territorio comunale di Iglesias è caratterizzato anche dalla presenza di importanti frazioni. La passata attività mineraria è la causa a cui riferire per buona parte l’insediamento sparso al di fuori del centro abitato principale, i cui agglomerati più significativi sono sorti intorno ad alcuni impianti minerari: Masua, Nebida, San Benedetto, San Giovanni, Bindua, nonché, ormai abbandonati, Montecani e Seddas Modizzis. Si tratta di luoghi di elevato pregio ambientale e paesaggistico, ma sui quali convergono una serie di complesse problematiche che vanno dalla messa in sicurezza e bonifica dei siti minerari, alla salvaguardia dell’identità e all’uso sostenibile del territorio. Insediamenti di carattere rurale, più periferici rispetto al centro urbano, sono invece quelli di Tanì e di Corongiu, quest’ultimo investito dai problemi determinati dalla posizione di confine con il comune di Carbonia. Sono tuttavia, senza dubbio, i siti minerari a fornire una forte connotazione identitaria al territorio in esame oltre a interessare una parte tutt’altro che trascurabile del territorio comunale. Per quanto riguarda il popolamento sparso delle aree rurali, il territorio interessato è sviluppato lungo la direttrice della valle del Cixerri, che, per quanto rarefatto, costituisce un continuo insediativo che si protende fino al confine con Domusnovas.

Il Parco Geominerario della Sardegna

Il Parco Geominerario della Sardegna ha nell’area del Sulcis-Iglesiente la sua parte più significativa. L’istituzione, nel 1997, del Parco rappresenta uno strumento per il rilancio dell’economia locale, per la crescita sociale e per la coesione di tutta l’area. Attualmente nel comune di Iglesias sono già aperti al pubblico alcuni dei monumenti di maggiore attrattiva del Parco: Strutture di Porto Flavia, museo delle macchine di miniera di Masua, Galleria Villamarina e Grotta di Santa Barbara. Tali siti sono gestiti in maniera minimale dall’IGEA ma per essi occorrerebbe pensare a nuovi e più efficienti modelli gestionali. Il rovescio della medaglia rispetto alla risorsa costituita delle aree ex minerarie è il rischio ambientale. In presenza di bacini di decantazione dei fanghi di trattamento minerallurgico, di depositi e discariche di detriti e sterili minerari, di scavi a cielo aperto e sotterranei, di impianti di trattamento abbandonati, i principali fattori di rischio sono riconducibili al dilavamento dei depositi e al sollevamento delle polveri che contengono elevati tenori di metalli pesanti. Meno visibile, ma ugualmente importante è la subsidenza mineraria, verificabile per la presenza di grandi superfici interessate da vuoti minerari.

Ambiente e industrie

Ormai consegnata alla storia la fase dello sfruttamento delle risorse minerarie (anche se, come detto, ancora aperto è il capitolo delle bonifiche, delle messe in sicurezza e del controllo dell’inquinamento), le attività produttive hanno ricevuto una spinta dalla localizzazione della ZIR di Iglesias a breve distanza dal centro abitato. La Zona Industriale occupa una superficie pari a circa 187 ettari con un grado di utilizzazione dell’area del 89%. Le attività prevalenti sono: Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; Fabbricazione di articoli di paglia e materiali da intreccio (25%); Commercio all'ingrosso e intermediari del commercio, autoveicoli e motocicli esclusi (20%); Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (15%).

Ambiente e discariche

Un ultimo aspetto di grande importanza dal punto di vista ambientale è il sistema dello smaltimento e dello stoccaggio dei rifiuti: sul territorio di Iglesias insistono 2 centri di raccolta per la messa in sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione (uno lungo la SS.130 e l’altro in località S’Arriali); 2 discariche per rifiuti non pericolosi inerti (Candiazzus e Bindua); una discarica per rifiuti non pericolosi speciali (Genna Luas) e un deposito preliminare rifiuti speciali conto proprio (presso la Z.I.R.). In località S. Barbara è situata una discarica dismessa per r.s.u. Nonostante la presenza di una discarica per inerti, è diffuso il malcostume di abbandonare i rifiuti di cantiere, e non solo, soprattutto al limite delle aree rurali. Il comune di Iglesias ricade all’interno dell’Unità Idrografica Omogenea Flumini Mannu di Cagliari-Cixerri, la più estesa dell’Isola, con i suoi 3.566 kmq di superficie.

 

Ultimo aggiornamento: 08/04/2019 13:11