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Giovanna e Carlo Re di Castiglia e di Aragona concedono alla città di Alghero ed ai suoi abitatori il privilegio di incettare ogni anno 4000 rasieri di grano per provvista della predetta Città, con facoltà ai proprietari, terminato il servizio annuale, di poter estrarre la quantità che sopravanza, franca e libera da ogni diritto, con che siano però prima depositati nel magazzino della Città altri 4000 rasieri di grano nuovo. (In foglio cartaceo) |
Barcellona 30.06.1518 |
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Giovanna Regina e Carlo D'Austria Re di Castiglia e di Aragona, a richiesta e supplicazione della Città di Iglesias, fatta per mezzo di Michele Boter, destinato dalla Città suo Sindaco e Procuratore presso il Re a prestare giuramento di fedeltà ed omaggio, approvano i capitoli presentati a nome di detta Città, colle risposte fatte a caduno dei medesimi. (Con la firma autografa del Sovrano, ma senza sigillo, perché distrutto. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XVI, col . 834) |
Saragozza 03.10.1518 |
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Don Carlo e Donna Giovanna sua madre, Re di Castiglia e di Aragona, confermano a favore della Città di Iglesias il privilegio del 1518, di non concedere giammai in allodio nessuna Villa, luogo o terra circostanti alla detta Città, per non recare alcun danno o pregiudizio all'antica possessione in cui trovasi a riguardo della giurisdizione civile e criminale; ed allo stesso tempo dichiarano invalido il diritto d'allodio che su alcune Ville, terre e luoghi circonvicini alla Città accampano un tal Nicolò De Gessa ed altri, revocando, ove d'uopo qualunque privilegio per avventura concesso a favore di lui o di altri. (In foglio cartaceo. Manca questo documento nella raccolta del Codex Diplomaticus Ecclesiensis) |
Sogrono 08.10.1523 |
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Sanzione prammatica del Vicerè Don Angelo di Villanova, colla quale si prorogano per un triennio le prescrizioni che con anteriore prammatica aveva fatto per lo spazio parimenti per un triennio, allora prossimo a scadere, intorno alla punizione di ladri di bestiame. (Copia sincrona ed autentica in foglio cartaceo. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, Sec.XVI, doc. XVIII, col. 843.) |
Cagliari 17.10.1526
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Istruzioni date dai Consiglieri e dall'Università d'Iglesias ai nobili Don Ferrando e Don Giovanni fratelli Cabrero ed al Magnifico Giovanni Frerrandiz, Procuratore patrimoniale e fiscale e Segretario del Regno di Sardegna, nominati ambasciatori presso Sua Maestà, con l'approvazione Sovrana in ordine a ciascun capitolo, decretata a Bruxelles il 16 gennaio 1532. (In foglio cartaceo) |
Iglesias 01.08.1531 |
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Il Re Carlo concede alla Città di Iglesias ciò che aveva chiesto a mezzo dei suoi Sindaci, stante l'accoglienza accordata all'offerta dei servizi per gli Stati del Regno, nuovamente fatta al Sovrano. |
Ratisbona 02.04.1532 |
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Contratto di censo di lire 80 annue pel capitale prezzo di lire 1000 e con facoltà di riscatto, fatto dalla Città di Iglesias in favore di Don Antonio Castalloxi, mercante in Cagliari, a fine e colla obbligazione di estinguere altro censo di pari somma, del quale la Città era in debito verso Don Geronimo Gessa, cui per ciò in pegno eransi date in godimento le Ville spopolate ed i salti di Corongio, Barega, Bangiargia, e Sibilesa. a) Obbligazione a nome della Città di Iglesias di una rendita censuale di lire 80 in favore di Don Antonio Castalloxi. b) Dichiarazione di Lorenzo Massa e Sebastiano Del Seni, Procuratori della Città di Iglesias, di aver ricevuto a nome della detta Città da Don Antonio Castalloxi la somma di lire1000, per prezzo del detto censo di lire 80. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XXI, col. 851.) |
Cagliari 12.07.1537 |
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Il Luogotenente Generale del Regno di Sardegna Don Antonio Di Cardona, ad istanza degli interessati, ossia la Città di Iglesias per se medesima e per le Ville di Baratoli, Barega, Corongio, e Sebelesi, Don Gerolamo Gessa per Cases, Gonesa, Seguris, Canadoniga, e Gindili, e Don Ranieri Bellid per Siray ed Escoco Marroco nel Sulcis, e per Villamassargia e Domusnovas determina i confini: 1°- Di Barega col Sulcis; 2°- Del Sulcis con Gonesa; 3°- Di Gonesa con Barega; 4°- Di Iglesias con Seguris; 5°- Di Iglesias e di Baratoli con Canadoniga e Gindili; 6°- Di Corongio con le Ville di Siray ed Escoco Marroco nel Sulcis; 7°- Di Corongio e Barega con Cases; 8°- Di Villamassargia con Escoco Marroco e con Cases; 9°- Di Domusnovas con Sebelesi. (In foglio cartaceo. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, cec. XVI, doc. XXII, col. 866.) |
Iglesias 27.11.1537 |
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Don Giovanni Gessa è citato a nome del Re a comparire dinanzi al Consiglio Reale D'Aragona per la causa d'appello interposta contro di Lui dalla città di Iglesias da una sentenza del Vicerè in una lite di confini. (In foglio cartaceo. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XXIII, col. 876.) |
Toledo 22.11.1538 |
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Giovanni Celle, mercante in Cagliari, dà quietanza alla Città d'Iglesias di lire 1188 e soldi 7 a conto di maggior somma a lui dovuta da detta Città. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XXIV, col. 878.) |
Cagliari 30.07.1541 |
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L’Imperatore Don Carlo e Donna Giovanna sua madre, edotti della negligenza con cui si spediscono i processi e le cause nella Città d'Iglesias, ordinano che i Ministri e gli Officiali di giustizia, essendo richiesti dal Capitano, si riuniscano immediatamente per dar corso ai detti processi e cause sottoposte al loro giudizio, e giudichino secondo equità. (In foglio cartaceo e con la firma autografa del Sovrano.) |
Mongon 08.08.1542 |
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Giovanni Celles, mercante in Cagliari, dà quietanza alla Città d'Iglesias di lire 597, a saldo del debito di detta Città verso di lui per due distinti istrumenti nella totale somma di lire 1768. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XXV, col. 879.) |
Cagliari 15.09.1543 |
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Filippo Principe delle Austrie, primogenito di Carlo Imperatore, conferma ed in quanto sia d'uopo rinnova i privilegi di Villa di Chiesa. (Con la firma autografa del Sovrano; manca però il sigillo. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XXVI, col. 880.) |
Madrid 05.10.1546 |
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Capitoli della concordia intervenuta tra il Nobile Don Francesco de Camos, Capitano e Castellano della città d'Iglesias, e la stessa Città, a riguardo della nomina del Reggente della Capitania in caso di assenza, malattia od altro impedimento del predetto Don Francesco De Camos; intorno a cui verte una lite tra le indicate parti, l'esito della quale non potrà essere pregiudicato per effetto della presente convenzione. Seguono il processo verbale di adunanza del Consiglio Generale di Iglesias, in data 3 agosto 1557, ed il decreto di ratifica del Vicerè, delli 21 detto mese; il tutto in forma autentica. |
Iglesias 28.06.1557 |
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Re Giovanni D'Aragona ordina che il Capitano di Iglesias od il suo Luogotenente od il Reggente l'ufficio della Capitania, nel giorno 15 novembre di ogni biennio siano tenuti a prestare garanzia di tener tavola alla presenza di tre procuratori della Città; nominati dal Re o dal Governatore del Regno, fungenti da Giudici, davanti ai quali il Capitano od il suo Luogotenente od il Reggente d'Ufficio della Capitania predetti avranno l'obbligo di dar conto della loro amministrazione; i quali giudici o sindacatori saranno stipendiati dalla Città. |
Calatayud 17.09.1559
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Atti di protesta di una lettera di cambio dei Consiglieri della Città d'Iglesias in favore di Giovanni Aragones su Pietro Sauri di Barcellona per Ducati 213 e mezzo e soldi 4; la quale da questo non fu accettata, allegando non avere nulla ricevuto dai Consiglieri di Iglesias. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XXXVI, col. 918.) |
Barcellona 11.07.1562 |
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77 |
Papa Pio V, a richiesta degli abitanti di Iglesias, scrive al Vescovo Sulcitano che gli prosciolga dalle scomuniche e censure nelle quali fossero incorsi in forza della Bolla in Coena Domini, per essersi appropriati gli avanzi di alcuni bastimenti naufragati sulla loro spiaggia. (Si conserva il sigillo di piombo. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XXXVIII, col. 921.) |
Roma 30.05.1570 |
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Filippo II, Re di Spagna, in seguito ad un ricorso del Sindaco della Città di Iglesias contro Don Rayner Bellit ed il Signore di Musei, i quali pretendevano che fossero loro dovuti tanti vitelli quanti erano i pastori preposti alla custodia di ogni segno di vacche, mentre che per consuetudine non si doveva corrispondere che un solo vitello per ciascun segno, commette al Luogotenente Generale del Regno di esaminare le prammatiche e i privilegi del Regno di provvedere in conformità ai medesimi con tutta sollecitudine. |
San Lorenzo 18.10.1572 |
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Il Vicerè Don Giovanni Coloma, a supplicazione di Michele Angelo Cani, Sindaco della Città di Iglesias, accorda alla stessa Città la facoltà di impiegare il sopravanzo delle lire 3000, prese a censo per acquisto di grano, allo scopo di estinguere alcune urgenti passività, non potendo gli abitanti sopportare nuove tasse. |
Cagliari 15.05.1573 |
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Filippo II, Re di Spagna, in seguito all'istanza di Pietro Francesco, Sindaco della Città di Iglesias, perché gli abitanti della stessa Città e dei paesi circonvicini siano esonerati dall'obbligo di prestar servizio nelle opere di Cagliari, incarica il Vicerè di esaminare le ragioni accampate dagli interessati e di provvedere come più si convenga |
El Pardo 02.10.1576 |
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Atti della causa vertente tra i Sindaci della Città di Iglesias e l'Arcivescovo di Cagliari, intorno alla pretesa di quest'ultimo di esigere il pagamento delle decime dagli abitanti della detta Città di Iglesias, contrariamente agli ordini Sovrani, contenuti in due Regie lettere. (In foglio cartaceo. Mancano questi atti nella collezione del Codex Diplomaticus Ecclesiensis.) |
Aprile Maggio 1577 |
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Ad istanza della Città e Diocesi di Iglesias ed in assenza e contumacia della parte avversa, Geronimo Mattei, Procuratore apostolico e Giudice delle cause della Romana Curia, manda pubblicare e rendersi esecutorio il Breve di Papa Gregorio XIII, col quale, revocate le proibizioni e censure emanate dal fu Vescovo di Cagliari in occasione della lite tra lui e la Città di Iglesias pel pagamento delle decime, si dichiara libera in tutta la diocesi d'Iglesias l'amministrazione dei sacramenti; con dichiarazione tuttavia che senza bisogno di nuova intimazione tali proibizioni e censure rientrerebbero in pieno vigore, appena la sede cessasse di essere vacante. Il Vicario generale di Iglesias al quale fu presentato detto breve affinché ne curasse l'esecuzione, ne domanda copia, che gli viene concessa, allegando voler prendere consiglio da teologi in Cagliari. Conferisce intanto facoltà a tutti i confessori di udire le confessioni, e nega che, come si asseriva nel breve, ciò si fosse impedito per l'addietro, né rifiuta l'amministrazione degli altri sacramenti, ma soltanto avverte i confessori delle pene e censure portati dalle esecutoriali per le decime. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XL, col. 923.) |
Roma 07.05.1578
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Don Michele di Moncada, Luogotenente e Capitano Generale del Regno di Sardegna, dietro ricorso del Sindaco della Città di Iglesias ordina a Don Rayner Bellit Aragall ed ai suoi Capitani, Scrivani, Officiali Maggiori e Giurati della Baronia di Villamassargia, Silico ed altre Ville, di non imporre nuovi diritti ed aggravi ai Vassalli Reali della Città di Iglesias, sotto pena di 500 ducati. Seguono le notificazioni della precedente provvisione a Don Rayner Bellit, al Capitano ed al Maggiore di Villamassargia in data I° settembre detto anno. |
Cagliari 18.03.1581 |
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Mandato di pagamento di lire 2 e soldi 10 a favore di Pietro Furca, inviato come corriere al Villaggio di San Gavino per avvertire la presenza in questi mari di alcune navi nemiche. |
Iglesias 19.01.1583 |
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Gli Oratori della Città di Iglesias presso Papa Gregorio XIII avendo supplicato che, non tenuto conto delle sentenze pronunciate contro gli abitanti di quella Città, i quali per povertà non avevano potuto difendere le loro ragioni, ed annullata, perché estorta con la forza, la convenzione con l'Arcivescovo di Cagliari Don Gaspare Vincenzo Novella, si dichiarasse che Iglesias non era tenuta a pagamento di decime, come non le aveva pagate mai per l'addietro, e come non le pagava la Città di Cagliari; ed a questa supplica essendo stato risposto che obbedissero alla cosa giudicata: supplicarono nuovamente di non essere astretti al pagamento, finché l'Arcivescovo di Cagliari non avesse provato l'unione canonica, che essi negavano avere mai avuto luogo, della chiesa Ecclesiense alla cagliaritana; o che almeno, se l'Arcivescovo Cagliaritano si concedesse di esigere intanto le decime, dovesse dar prima cauzione della loro restituzione, se fra il termine da stabilirsi non dimostrasse avere difatti avuto luogo l'unione delle due diocesi. Ammesso questo secondo partito, e l'Arcivescovo di Cagliari o il suo Procuratore, citati, non essendo comparsi, Don Serafino Olivares Razzali, Giudice a ciò deputato, prefigge all'Arcivescovo di Cagliari il termine di 60 giorni dalla notifica che gli verrà fatta della presente, a dar cauzione della restituzione delle decime, se non dimostrasse avere avuto luogo l'unione canonica delle due Diocesi. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XLI, col 928. Manca il sigillo di cera rossa; si conserva però l'astuccio in legno, legato alla pergamena con un cordoncino di seta.) |
Roma 13.06.1584 |
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Altro esemplare del precedente, in pergamena e privo del sigillo, di cui si conserva solo la teca di legno. |
Roma 13.06.1584 |
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La Città di Iglesias essendo oppressa da vari debiti, per cui se le minacciava l'esecuzione forzosa, tra i quali alla Regia Corte del Parlamento, ai Padri della Compagnia di Gesù per l'annua rendita alla quale la Città si era obbligata pel collegio che vi fondavano, ed a vari privati per diversi titoli, ottenuta l'autorizzazione di Don Gaspare Vincenzo Novella Arcivescovo di Cagliari, Presidente e Capitano Generale del Regno, prende a censo dal Dottore in ambo leggi Don Angelo Cani la somma di lire 2700 di moneta Cagliarese, dando in ipoteca speciale pel pagamento del censo il diritto del vino, che per antica consuetudine e privilegio apparteneva alla Città. (In foglio cartaceo. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XLII, col. 938.) |
Cagliari 02.04.1585 |
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Re Filippo approva e conferma i capitoli stati presentati dal Sindaco della Città di Iglesias al Parlamento generale tenutosi in Cagliari l'anno 1583 sotto il Vicerè Don Michele di Moncada, colle risposte fatte dal Vicerè a ciaschedun capitolo; decretando inoltre su alcuni capitoli, che erano stati riservati alla sanzione di Sua Maestà. (Con la firma autografa del Sovrano. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XLIII, col. 956.) |
In Monasterio Sancti Laurentii 30.08.1587 |
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Ad istanza di Pietro Francesco, cittadino, Sindaco e Procuratore della Città di Iglesias, Serafino Olivario Razalli, Giudice Deputato nella causa per le decime tra la detta Città e L'Arcivescovo di Cagliari, assolve i cittadini di Iglesias dalle scomuniche, censure ed interdizioni contro di essi pronunciate dall'Arcivescovo di Cagliari pel non eseguito pagamento delle decime; colla espressa riserva che vi ricadano ogni qualvolta piaccia a lui o alla Sacra Consulta. (Si conserva il sigillo di cera rossa entro la sua teca di legno. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XLV, col. 968.) |
Roma 29.03.1589 |
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Serafino Olivario Razalli, Giudice Deputato nella causa per le decime tra la Città d'Iglesias e l'Arcivescovo di Cagliari, dichiara i cittadini d'Iglesias tenuti soltanto al pagamento delle decime correnti, e non degli arretrati, e li assolve di tutte le scomuniche e censure nelle quali fossero incorsi per essersi rifiutati a tale pagamento, preteso dall'Arcivescovo di Cagliari. (Legato alla pergamena vi ha l'astuccio di legno che racchiudeva il sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XLVI, col. 971.) |
Roma 20.12.1589 |
Materiale fornito dalla Dott. Antonina Mariorana direttrice dell' Archivio Storico Comunale, si ringrazia per la gentile collaborazione.