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PARTE  I


.... continua parte uno seconda ....

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Ordine di Re Alfonso agli Ufficiali Regi in Sardegna di costringere Antonio Marquet, stato parecchi anni Capitano di Villa di Chiesa, e qualsiasi altra persona a rendere i privilegi e le altre carte che ritenessero appartenenti a detta Villa.

(In foglio cartaceo e con la firma autentica del sovrano.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXIV, col. 624.)

In Castro Novo Neapolis

28.03.1446

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Il Capitano, i Consiglieri ed i probi uomini di Villa di Chiesa, avendo presentato a Don Giacomo Carroç, Conte di Quirra, alcuni capitoli, coi quali chiedevano che giurasse di mantenere salvi i privilegi di detta Città, di aiutarla al recupero dei diritti e giurisdizione usurpatile; di non impedire  che la giurisdizione vi fosse esercitata come per lo passato dal Capitano e Consiglieri; di non esigere diritti maggiori del consueto, ne appropriarsi quelli che per legge, privilegi e consuetudine appartenevano a Villa di Chiesa; che si concedesse perdono di tutti i delitti commessi fino a quel giorno; che non desse od altrimenti obbligasse su Villa di Chiesa altre somme oltre i cinquemila sborsati per la compra; e tutto ciò pur persistendo nella dichiarazione di volere, secondo i loro privilegi, restare sotto la dipendenza diretta della Corona; il Conte di Quirra, a mediazione di Messer Nicolò Antonio De Montes, Governatore e Luogotenente Generale del Re in Sardegna, ed a fine di rientrare in possesso di Villa di Chiesa, giura e sottoscrive gli anzidetti capitoli,  ma con alcune clausole e restrizioni, e nominatamente che fra i privilegi che giurava di osservare non si intendesse quello pel quale Villa di Chiesa non poteva essere tolta dalla dipendenza diretta della Corona, poiché avrebbe portato pregiudizio alle sue ragioni per l’infeudazione da lui ottenuta.

(Originale con la firma autografa del Conte di Quirra.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXVIII, col. 632.)    

Cagliari

29.11.1448

 

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Procura Generale di Giacomo Carroç, Conte di Quirra, in capo a Giovanni D'Ortegna, suo maggiordomo.

(Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXX, col. 640).

Cagliari

19.07.1449

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Capitoli concentrati tra il Viceré di Sardegna con Antonio De Montibus De Capua, da una parte e l'onorabile Andrea De Muncada, Procuratore, Sindaco ed Ambasciatore della Città di Villa di Chiesa, dall'altra, intorno al riscatto della detta Città, precedentemente venduta da Sua Maestà alla fu Donna Eleonora, Contessa di Quirra, a nome proprio e quale curatrice di Don Giacomo Carroç, Conte di Quirra, per il prezzo di £ 8000 circa.

(In foglio cartaceo. Manca questo documento nella raccolta del Codex Diplomaticus Ecclesiensis.

Mancano nel documento la datazione e le firme; e ciò si spiega facilmente col carattere del medesimo, puramente preparatorio, e con la riserva fatta dal Vice Re di sottoporre alla sovrana approvazione i patti combinati.

La data è però della metà del sec. XV, in quanto che di Andrea De Muncada, Sindaco di Villa di Chiesa, si fa menzione in alcuni altri documenti, il più antico dei quali porta la data del 19 luglio 1449 e l'ultimo del 20 gennaio 1450, riportati nel Cod. Diplom. Eccles. alle colonne  640 e 672; e questi anni coincidono con la permanenza del Vice Re Cola Antonio De Montibus nell'isola (anni 1448-1450). Più precisamente ancora si può assegnare all'atto la data dell'anno 1449, dal luglio al dicembre, essendo stato eseguito poco tempo prima del privilegio del Re Alfonso dell' 8 gennaio 1450.

Pare inoltre che l'atto sia stato preparato e disteso nella Città di Cagliari, giacchè il Sindaco Andrea De Muncada riveste la qualità di Ambasciatore, che non gli sarebbe stata attribuita se non si fosse trasferito fuori della sua sede, per recarsi in quella del Vicerè.

La convenzione poi è stata annullata e riformata in virtù del citato privilegio del Re Alfonso in data 8 gennaio 1450 (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec XV, doc. LXXI, col. 644; lin. 41-54; vedi pure documento LXXII col. 654 e seg.).

s.d.

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Re Alfonso approva alcuni capitoli concessi a Villa di Chiesa, coi quali le è fatta facoltà di riscattarsi dal Conte di Quirra per il prezzo di 7750 d'Alfonsini;  le si accordano nuovi privilegi e si confermano gli antichi, e nominatamente le si promette di non più sottoporla ad alcun Signore, né toglierla dalla dipendenza del Re e dei suoi Ufficiali. Questi capitoli il Re, per sè e per i suoi successori, giura di fedelmente osservare, e dà facoltà a chiunque di opporsi, anche con le armi, ove esso o i suoi successori od altra persona qualsiasi tentassero di contravvenire agli anzidetti capitoli.

(Manca il sigillo.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXXI, col. 644.)

In Turri Octaua 08.01.1450

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Copia del precedente privilegio, poco esatta e con qualche lacuna, eseguita in foglio cartaceo ed autenticata dal Notaio Pietro Salazar, addì 24 ottobre 1594 in Iglesias.

(Esiste altresi altra copia, non autentica ed in foglio cartaceo, dello stesso privilegio.)

In Turri Octaua 08.01.1450

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Giovanni Re Ortega, Procuratore di Don Giacomo Carroç, Conte di Quirra, ed Andrea De Muncada, Sindaco e Procuratore delle Città di Villa di Chiesa, convengono, a tenore dell'autorizzazione data dal Re Alfonso, del riscatto di Villa di Chiesa dalle mani e potere del conte di Quirra mediante il prezzo di lire 7750; della qual somma lire 2000 tosto dopo la consegna da farsi dal Conte di Quirra nelle mani del Re, per le rimanenti lire 5750 la Città si obbliga verso il Conte di Quirra a titolo di censo, con interesse del 10 per cento e con facoltà di luire  il debito anche mediante pagamenti parziali, purché ciascheduno di somma non minore di lire 1000.

In garanzia di questo censo Villa di Chiesa ipoteca tutti i suoi beni ed entrate, e parecchi fra i principali cittadini si rendono fideiussori anche in nome proprio. 

(Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec.  XV, doc. LXII, col. 654.)

In Turri Octaua, Pertinenciarum Ciuitatis Neapolis 08.01.1450

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Copia della precedente convenzione, distesa in foglio cartaceo ed autenticata dal Notaio Andrea Barbons di Cagliari, addì 4 novembre 1479

In Turri Octaua, Pertinenciarum Ciuititatis Neapolis

08.01.1450

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Andrea De Muncada, quale Procuratore della Università di Villa di Chiesa, per le lire 5750 di moneta cagliaritana tuttora dovute sulla somma totale di lire 7750 pel riscatto dal Conte di Quirra, obbliga la città al censo annuo di lire 575, con facoltà di luizione, ed ipoteca in garanzia tutti i beni, i diritti e le entrate di Villa di Chiesa.

Segue in calce dell'istrumento l'annotazione di cinque pagamenti di lira 1000 cadauno, in parziale luizione del censo: il I° del 7 maggio 1451; il 2° del 6 maggio 1452; il 3° del 5 maggio 1453; il 4° del I° maggio 1454; il 5° del 10 maggio 1455.

(Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXXIII, col. 660.)

In Turri Octaua, Pertinenciarum Ciuititatis Neapolis

08.01.1450

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Re Alfonso approva e conferma l'atto dellì 8 gennaio, stipulato da Andrea de Muncada, quale Sindaco e Procuratore di Villa di Chiesa e Giovanni De Ortega, quale Procuratore del Conte di Quirra, pel riscatto di Villa di Chiesa dalle mani del Conte, e l'altro atto dello stesso giorno, relativo alle lire 5750 dovute a censo da Villa di Chiesa al detto Conte, a saldo del prezzo del riscatto.

(Con la firma autografa del Sovrano. Si  conserva il sigillo di cera rossa.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXXIV, col. 672.)

In Turri Octaua

20.01.1450

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Don Calcerando Mercader, Luogotenente Generale del Re in Sardegna, manda ai consiglieri di Villa di Chiesa che, in conformità di una carta reale del 13 febbraio, data ad istanza del Conte di Quirra, Villa di Chiesa debba pagare ad esso Conte alcuni diritti e machizie, stati liquidati anteriormente al riscatto.

(In foglio cartaceo.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXXV, col. 674.)

Cagliari

15.06.1450

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Jolanda Carroç, contessa di Quirra e procuratrice di Giacomo Carroç, conte di Quirra, dà quietanza al Sindaco e ai Consiglieri di Villa di Chiesa pel pagamento di lire 1000, in parziale luizione del censo dovuto da detta Villa a saldo del prezzo di riscatto, oltre a due pagamenti di pari somma fatti nei due anni precedenti; e da parimenti quietanza per l'interesse dell'anno prossimo passato in lire 375.

(Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXXVI, col. 676.)

Cagliari

05.05.1453

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Ugolino Gessa, Antonio di San Martino, e Giovanni Cirimbaldo, Consiglieri di Villa di Chiesa, in presenza di don Giacomo di Aragall, Luogotenente del Governatore capo di Cagliari e Gallura, avendo recato le lire 750, dovute dalla detta Villa a saldo della luizione del censo di lire 575, e l'interesse dell'anno scorso; e per altra parte Gaspare Folcrani Notaio, procuratore del Conte di Quirra, allegando che non poteva restituire loro la scrittura d'obbligo né farne cancellazione; convengono che il danaro si deponga in mano dell'Onorevole Francesco Oliver, finchè ai rappresentanti di Villa di Chiesa non sia rimessa regolare quietanza.

(Baudi di Vesme Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXXXII, col. 682.)

Cagliari

05.05.1456

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Re Giovanni, essendogli da Ugolino Gessa, Sindaco e Procuratore della Città di Villa di Chiesa, prestato a nome di detta città giuramento di fedeltà e vassallaggio, le conferma le immunità ed i privilegi concessile dai Re suoi predecessori.

(Con la firma autografa del Sovrano e con un frammento del sigillo di cera rossa.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXXXVI, col. 689.)

Calatayud

17.09.1459

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Re Giovanni ordina che ogni due anni, il dì 15 novembre, il Capitano della Città di Villa di Chiesa ed il suo Luogotenente prima di entrare in Officio giurino di tener tavola in presenza di tre principali della Città.

(Con la firma autografa del sovrano e con alcuni frammenti del sigillo di cera rossa.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV doc. LXXXVII col. 690.)

Calatayud

17.09.1459

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Isacco Cohen, Giudeo di Cagliari, dà a Giovanni De Pitxoli ed a Giovanni Beldus, Consiglieri di Villa di Chiesa, quietanza del prezzo di una quantità di corame, in Lire 20 di Alfonsini.

(Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXXXVIII, col. 692.)

Cagliari

26.08.1460

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47

Pietro Canyelles, mercante in Cagliari, dà ad Antonio Sanda, Luogotenente del Capitano di Villa di Chiesa, quietanza di lire 58 di Alfonsini, da quella dovuti per prezzo d'olio.

(Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXXXIX, col. 693.)

Cagliari

28.08.1460

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Lettera di cambio firmata dal Patrono Andrea Baccalar a favore del negoziante Martino Aymerich, entrambi di Cagliari, per la somma di L.600, moneta di Valenza, pagabili in Valenza a Pietro Aymerich, figlio di detto Martino.

Cagliari

26.10.1463

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49

Giovanni Bertram, a nome di Berengario Caplana, Procuratore Regio di Sardegna, dichiara di aver ricevuto dalla Città di Villa di Chiesa 300 lire di Alfonsini, date graziosamente in sussidio al Re Giovanni, che le aveva chieste con la lettera data a Saragozza addì 13 aprile 1464, diretta al Capitano, Consiglieri e Probi Uomini di Villa di Chiesa, per la guerra che avea contro Don Pietro di Portogallo ed i ribelli di Catalogna.

(Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. XCI, col. 697 e 698.)

Cagliari

01.09.1464

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Jolanda, Vedova dell'onorevole Giuliano Scamado, dà quietanza agli Onorevoli Giovanni Gessa, Giuliano Scarxoni, Domenico de Fanni, Antonio Brugita e Barisone De Illa, Consiglieri di Villa di Chiesa, di lire 500 di Alfonsini, a saldo di lire 1300 per luizione del censo di lire 130 annue, dovute da detta Villa, come da istrumento del 16 marzo 1461; e di lire 22 e 4 soldi a saldo interessi.

(Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis; sec. XV doc. XCV, col. 703.)

Cagliari

27.08.1467

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Giovanni Re d'Aragona ordina che nessun Barone possa conoscere in prima istanza delle cause contro gli abitatori di Villa di Chiesa, né arrestarli, incarcerarli e processarli, e manda osservarsi i privilegi ed i capitoli del Breve di detta Città, in virtù dei quali la cognizione delle cause in primo grado contro i predetti abitatori è affidata al Capitano della Città ed al suo Luogotenente, ed in secondo al Vicerè ed al Governatore; e ciò sotto pena di 2000 fiorini d'oro D'Aragona.

Perpignano

23.03.1473

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Re Ferdinando conferma i privilegi e le immunità di Villa di Chiesa, e nominatamente il privilegio di Re Alfonso, dato in Turri Octaua l'8 gennaio 1450, (*) col quale si promette a Villa di Chiesa di non torla dalla dipendenza diretta della Corona.

(Con la firma autografa del Sovrano e con un frammento del sigillo di cera rossa.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. CVI, col. 715.

(*) Vedi n. 35.)

Barcellona

07.09.1479

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Re Ferdinando conferma il privilegio di Re Giovanni, dato a Calatayud addi 17 settembre 1459, (*) che ogni due anni il Capitano di Villa di Chiesa ed il suo Luogotenente siano obbligati a tener tavola.

(Con la firma autografa del Sovrano.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. CVII, col. 717.)

(*) vedi n. 45.

Barcellona

07.09.1479

54

54

Re Ferdinando conferma la destinazione fatta dal Vicerè e dal Procuratore Regio in Sardegna di certi redditi della Corona in Villa di Chiesa, del valore di circa lire 70 di Alfonsini annue, per la riparazione delle mura e delle torri della città.

(Con la sottoscrizione di proprio pugno del Sovrano e con un frammento del sigillo di cera rossa.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. CXX, col. 731.)

Cordova

13.08.1482

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55

Re Ferdinando concede agli abitanti di Villa di Chiesa di poter tenere bottega in Cagliari e vendervi ogni mercanzia, sì all'ingrosso che al minuto, pagando i diritti consueti, sì e come gli abitanti di Cagliari.

(Con la firma autografa del Sovrano e con alcuni frammenti del sigillo di cera rossa.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. CXXVI, col 741.)

Tarragona

30.03.1484

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56

Sentenza della Reale Udienza intorno ad una lite vertente tra Alfonso Carrillo, Ricevitore Regio in Sardegna, ed il rappresentante della Signoria Veneta, a riguardo della cattura di una nave dello stesso Carrillo, operata da Giacomo Capello, Capitano della detta Signoria.

(Manca il sigillo)

Medina del Campo

01.06.1497

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57

Re Ferdinando, abolite le antiche consuetudini e privilegi per l'elezione dei consiglieri e di altri pubblici Officiali di Iglesias, come pure l'uso introdottosi da alcuni anni, che fossero nominati dal Luogotenente Generale del Regno, stabilisce che indi in poi dal Luogotenente Generale, od in sua vece dal Reggente la Cancelleria o dal Procuratore Reale, vengano insaccati in Iglesias i nomi delle persone che possono essere nominati a detti offici; e che il giorno di Sant'Andrea si estraggano a sorte i nomi dei Consiglieri e degli altri pubblici Officiali, che devono restare in carica fino alla festa di Sant'Andrea  dell'anno seguente; prescrivendo tuttavia che non possano venire insaccati né ottenere detti pubblici offici coloro che avessero qualsiasi diritto od amministrazione su alcun luogo nei dintorni di Iglesias, sul quale detta città avesse diritto al riscatto o giurisdizione.

(Con la firma di proprio pugno del Sovrano.

Vi manca il sigillo.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec.XVI, doc. IV, col. 802.)

Burgos

30.03.1508

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58

Ferdinando Re D'Aragona cede e dona a Don Enrico Di Monpalau, Alcaide del castello di Cagliari, in godimento durante la sua vita, in rinumerazione dei suoi servizi, il prato di Villa di Chiesa, sì e come, parimenti per concessione Regia ed a vita, era stato goduto dalla fu Isabella Di Sanrenon, moglie di Don Diego De Castro.

(In foglio cartaceo e con la firma autografa del Sovrano.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. VII, col. 811.)

Burgos

30.01.1512

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59

Don Enrico di Monpalau cede per il prezzo di 50 ducati d'oro alla Città di Iglesias il prato statogli donato a vita dal Re Ferdinando; la qual cessione è da lui fatta ad istanza dei consiglieri di Iglesias, che asserivano trovarsi il prato nel loro confine ed essere tale concessione grandemente pregiudizievole alla Città. La cessione come sopra fatta a beneficio della Università di Iglesias è confermata ed approvata da Don Angelo di Villanova, Luogotenente Generale del Regno, sotto riserva dell'approvazione Sovrana.

(Copia in foglio cartaceo, eseguita ed autenticata dal Notaio Salvatore Aleu nel 15 febbraio 1518.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XIII, col 827.)

Cagliari

19.12.1515

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Michele Boter, per mandato ed a nome della Città di Iglesias, giura fedeltà ed omaggio a Carlo D'Austria, Re di Castiglia ed D'Aragona, ed alla Regina Madre Giovanna, e questi confermano e promettono di osservare i privilegi di Iglesias, e nominatamente quelli di Re Alfonso dell'anno 1450, (*) che non verrebbe mai tratta dal dominio e dipendenza diretta della Corona.

(Con la firma autografa del Sovrano. Non si è però conservato il sigillo.

Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. XV, col 930)

(*) Vedi n. 35.  

 

 

Saragozza

03.06.1518

 

....Continua....

Materiale fornito dalla Dott. Antonina Mariorana direttrice dell' Archivio Storico Comunale, si ringrazia per la gentile collaborazione.

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