n.Pezzo |
Riferimento inventario del Casti |
Descrizione |
Estremi Cronologici |
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Breve di "Villa di Chiesa" - Statuto della Città di Iglesias, dell'anno 1327. Pubblicato integralmente in Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis. |
1327 |
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Ordinamenti e privilegi vari concessi dal Re Pietro D'Aragona per il ristabilimento delle mura e delle torri, per la ricostruzione delle case, per la ripopolazione di Villa di Chiesa, stata incendiata e distrutta nella guerra contro Mariano, giudice di Arborea, e per l'indennità ai danneggiati. (Esiste un'altra copia in foglio cartaceo di questo documento, non autentica, ma conforme ad altra autentica del 15 giugno 1673, di cui non fa cenno il Baudi di Vesme. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec.XIV, documento LXV, colonna 432.) |
Cagliari 01.02.1355 |
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Re Pietro D'Aragona ordina in qual modo si debba provvedere all'indennità agli abitanti di Villa di Chiesa, che soffrirono per essersi mantenuti fedeli alla causa del Re. (Si conserva intatto il sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, secolo XIV, documento LXVI, col. 440.) |
Cagliari 01.02.1355 |
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Re Pietro D'Aragona commette a Pietro Martini De Serassa, Capitano di Villa di Chiesa, ed a Francesco Corralli, abitante in Castro di Cagliari, di recarsi in Villa di Chiesa per curarvi la pronta esecuzione dei due precetti precedenti. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, doc. LXVII, col. 443.) |
Cagliari 01.02.1355 |
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Olfo Da Procida, Governatore di Cagliari, ordina che fino a tutto il prossimo aprile si dia esecuzione ai tre precedenti precetti in favore di Villa di Chiesa, sebbene per l'improvvisa partenza del Re non se ne fossero potuti spedire gli esemplari in forma autentica. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, doc. LXVIII, col. 444.) |
Cagliari 19.11.1355 |
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Copia della precedente carta, spedita il 15 gennaio 1358 ed autenticata dal Notaio Berengario, figlio del fu Costantino De Assia. |
Iglesias 19.11.1355 |
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Pietro Re d’Aragona rinnova e conferma l’ordine dato al Capitano di Villa di Chiesa, con sua carta data a Barcellona addì 22 aprile 1338, di non permettere che i notai della corte od altri esigessero salari maggiori di quelli stabiliti nel Breve. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, doc. LXXVII, coll. 424 e 457.) |
Gerona 16.05.1358 |
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Pietro Re D'Aragona, a supplicazione di Thedei De Oliveto Burgensis Villae Ecclesiarum, ac sindici seu procuratoris universitatis hominum dictae villae, rinnova e conferma l'approvazione del Breve di Villa di Chiesa, fatta dall'Infante Alfonso D'Aragona con suo privilegio dato a Barcellona addì 8 giugno 1327. (Con un frammento del sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LXI e LXIX, coll. 402 e 448.) |
Gerona 18.05.1358 |
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Pietro Re D'Aragona rinnova e conferma il suo privilegio precedente dato a Barcellona addì 22 aprile 1338, col quale aveva prescritto che il Governatore Generale e tutti i Regi Ufficiali in Sardegna all'entrata del loro ufficio giurassero di non violare i privilegi di Villa di Chiesa. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LII, e LXX, coll. 417 e 450.) |
Gerona 18.05.1358 |
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Pietro Re D'Aragona rinnova e conferma l'ordine dato con sua precedente carta, spedita a Barcellona addì 22 aprile 1338, al Governatore Generale ed agli altri Ufficiali Regi in Sardegna, di giurare l'osservanza dei privilegi di Villa di Chiesa. (Si conserva un frammento del sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LIII e LXXI, coll. 418 e 451.) |
Gerona 18.05.1358 |
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Pietro Re D'Aragona, a supplicazione di Thedei De Oliveto, rinnova e conferma la carta data a Barcellona addì 22 aprile 1338, con la quale aveva prescritto che i Sardi che si recassero ad abitare in Villa di Chiesa non venissero perciò nelle loro ville spogliati dei loro beni, salvo che espressamente ne fosse stata fatta facoltà ai feudatari nella concessione dei loro feudi. (Trovasi legato alla pergamena il sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LI e LXXII, coll. 416 e 452.) |
Gerona 18.05.1358 |
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12 |
Pietro Re D'Aragona rinnova e conferma gli ordini impartiti a Gianfrido Gilaberti De Grudilijs, Capitano di Villa di Chiesa, con una Real carta data a Barcellona addì 22 aprile 1338, relativamente alla custodia di detta Villa e del Castello di Salvaterra. (Con un frammento del sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LV e LXXIII, coll. 420 e 453.) |
Gerona 18.05.1358 |
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13 |
Pietro Re D'Aragona rinnova l'ordine, dato a Barcellona addì 22 aprile 1338, che i salari dei Regi Ufficiali ed altre spese in Villa di Chiesa si dovessero trarre dai diritti che i Camerlenghi percepivano in detta Villa. (Con un frammento del sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LVI e LXXIV coll. 421 e 454.) |
Gerona 18.05.1358 |
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Pietro Re D'Aragona rinnova e conferma il privilegio, dato a Barcellona addì 22 aprile 1338, con il quale conferma la convenzione stipulata tra l'infante Alfonso e Villa di Chiesa, e gli altri privilegi da questo concessile. (Con un frammento del sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LVII e LXXV, coll. 422 e 455.) |
Gerona 18.05.1358 |
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Pietro Re D'Aragona rinnova e conferma l'ordine dato con precedente carta, spedita a Barcellona addì 22 aprile 1338, ai Camerlenghi di Villa di Chiesa, di ritenere sempre sui proventi Regi un fondo di L.1000 di alfonsini minuti per pagare ai guelchi il prezzo dell'argento destinato alla zecca, ed altre 1000 lire per comperare frumento ed orzo ad uso degli abitanti di Villa di Chiesa, da rimborsarsi a carico di detta Villa. (Si conserva un frammento del sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LX e LXXVI, coll. 425 e 456.) |
Gerona 18.05.1358 |
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Pietro Re D'Aragona rinnova e conferma il privilegio, dato a Barcellona addì 22 aprile 1338, concesso a Villa di Chiesa, che i suoi abitanti possano estrarre senza pagamento di dazio dal Castello di Cagliari vino e altre derrate da introdursi in Villa di Chiesa. (Con un frammento del sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme , Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LVIII e LXXVIII, coll. 423 e 458.) |
Gerona 18.05.1358 |
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17 |
Pietro Re D'Aragona rinnova e conferma quanto era stato ordinato con precedente carta, data a Barcellona addì 22 aprile 1338, che le concessioni Regie contrarie al tenore del Breve, degli Statuti, privilegi ed immunità di Villa di Chiesa non avessero effetto, se non venissero confermate con un secondo decreto. (Manca il sigillo. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LXI e LXXIX, coll. 426 e 459.) |
Gerona 18.05.1358 |
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Pietro Re D'Aragona rinnova e conferma il privilegio, dato a Barcellona addì 22 aprile 1338, concesso a Villa di Chiesa, che a coloro che vi si recassero fosse lecito durante il viaggio pascolare i loro buoi, cavalli ed altri animali nei salti e nelle foreste. (Si conserva il sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, docc. LIV e LXXX, coll. 419 e 460.) |
Gerona 25.05.1358 |
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Copia sincrona ed autentica dei tre seguenti documenti, eseguita il 17 maggio 1359 dal Notaio Giovanni Saurini: I) Lettera del Re Pietro D'Aragona al Governatore del Capo di Cagliari e Gallura, contenente vari provvedimenti intorno agli ufficiali della Zecca di Villa di Chiesa. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, doc. LXXX, col. 461.) II) Pietro Re D'Aragona conferma i provvedimenti che aveva preso e quelli che stava per prendere il Governatore Olfo Da Procida, relativamente alla Zecca di Villa di Chiesa ed agli Ufficiali di detta Zecca. (Ibid., sec.XIV, doc. LXXXII, col.462.) III) Re Pietro D'Aragona prescrive che quanto si ritrasse dalle contribuzioni di Villa di Chiesa debba spendersi in utilità di detta Villa, nonostante qualsiasi concessione o privilegio contrario. (Ibid., sec. XIV, doc. LXXXIII, col. 463.) |
Calatayud 13.01.1359
Calatayud 01.02.1359
Calatayud 01.02.1359 |
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I Consiglieri, con l'aggiunta di trenta e più borghesi di Villa di Chiesa, nominano a Sindaco e Procuratore alle liti per detta Villa Jacobo Ormanno, abitante in Castro di Cagliari. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, doc. LXXXIV, col. 464.) |
Iglesias 13.05.1360
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Esimino Perez di Calatayud, Governatore di Cagliari e Gallura, concede lo stabilimento in Villa di Chiesa di una fiera annua di venti giorni, a cominciare dalla vigilia di pentecoste, con immunità agli accorrenti. (Si conserva un frammento del sigillo di cera rossa. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, doc. LXXXV, col. 467.) |
Iglesias 16.04.1361
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Provvedimenti vari di Esimino Perez di Calatayud, Governatore di Cagliari e Gallura, intorno alle contribuzioni di Villa di Chiesa, Villamassargia, Gonnesa e Domusnovas, ed all'impiego del prodotto di dette contribuzioni in utilità di Villa di Chiesa e nell'indennità ai danneggiati al tempo dell'assedio postole dai seguaci di Mariano, Giudice di Arborea. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XIV, doc. LXXXVI, col. 488.) |
Iglesias 16.04.1361
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Minuta non sottoscritta di Carta del Re Alfonso, con la quale si confermano le immunità ed i privilegi concessi all'università e ad alcuni borghesi di Villa di Chiesa da Martino Re di Sicilia e primogenito di Aragona, nel luglio 1409. (Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, docc. II e XXX, coll. 530 e 565.) |
Cagliari Febbraio 1421 |
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Re Alfonso manda darsi copia al Sindaco di Villa di Chiesa dei capitoli relativi ad essa Villa del parlamento generale apertosi in Cagliari il 26 gennaio 1421. (Con la firma autografa del sovrano. Manca il sigillo. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. XXIX, col. 562). Esiste nell’archivio un’altra copia in foglio cartaceo, eseguita nel sec. XVIII ed autenticata dal Notaio Francesco Pinna Pileddu, della quale non fa menzione il Baudi di Vesme. |
Cagliari 06.02.1421 |
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Re Alfonso ordina, sotto pena della sua indignazione e di mille lire in oro, che nessuno si attenti di violare le immunità ed i privilegi di Villa di Chiesa. (Copia autentica, ma poco esatta, in foglio cartaceo, estratta da un registro della Luogotenenza Generale, segnato K 5, a pag. 192-2 esistente nell'Archivio di Stato di Cagliari. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. XLIX, col. 583.) |
Cagliari 20.06.1432 |
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Il Vice Re Don Giovanni di Besora, al quale Re Alfonso D'Aragona aveva, con sua carta Reale data a Palermo addì 26 agosto 1434, concesso facoltà e mandato di vendere le Ville, luoghi e diritti Regi in Sardegna, revoca ed annulla la vendita di Villa di Chiesa fatta il 25 giugno dal Re Alfonso ad Antonio De Sena, Visconte di Sanluri, e vende in feudo sotto certe condizioni, tra le quali la facoltà di riscatto, la detta Villa con il suo Castello e con il territorio per il prezzo di cinquemila fiorini d'oro d'Aragona, e sotto riserva dell'approvazione del Re, ad Eleonora, Contessa di Quirra, ed al suo figliolo Giacomo Carroç. (Si conserva un frammento del sigillo di cera verde. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XVI, doc. LVI, coll. 586 e 591.) |
Cagliari 18.10.1436 |
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27 |
Viceregia provvisione con la quale si partecipa al Capita, Consellers, Prohomens e Bons Homens della città di Villa di Chiesa la vendita conchiusa dal Regio Patrimonio con Donna Eleonora, a nome proprio ed in qualità di tutrice del Nobile Barone Don Giacomo Carroç, Conte di Quirra, sotto la data del 18 ottobre 1436, della Città e Castello di Villa di Chiesa, per il prezzo di cinquemila fiorini d'oro d'Aragona, e si ingiunge di prestare giuramento di fedeltà alla nuova Signora, allorquando la medesima verrà immessa nella possessione della predetta città. (In foglio cartaceo. Questo documento manca nella raccolta del Codex Diplomaticus Ecclesiensis.) |
Cagliari 25.10.1436
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Alfonso Re D'Aragona, revocata la vendita del Castello e della Città di Villa di Chiesa con il suo territorio, già da lui fatta il 25 giugno dell'anno precedente al suo Camerlengo Antonio De Sena, Visconte di Sanluri, approva e conferma la vendita fattane dal Vicerè Don Giacomo di Besora ad Eleonora vedova di Berengario Carroç, Conte di Quirra, ed al suo figliolo e pupillo Giacomo Carroç, e nei più ampi termini rinnova detta vendita sotto alcune condizioni, tra le quali la facoltà di riscatto mediante restituzione del prezzo in 5750 fiorini d'oro d'Aragona. (Manca il sigillo. Baudi di Vesme Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LVII, col. 602. Esiste altresì una copia del citato documento, in foglio cartaceo, eseguita ed autenticata nel sec. XVIII dal notaio e segretario della città Francesco Pinna Carta.) |
In Civitate Castri ad mare de Stabia 08.01.1437 |
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29 |
Re Alfonso dichiara che, ferma rimanendo la vendita fatta ad Eleonora Contessa di Quirra e i suoi eredi, non era lecito imporre a Villa di Chiesa pesi e servizi oltre quelli consueti, a tenore delle immunità e privilegi di detta Villa. (Copia autentica, ma poco esatta, in foglio cartaceo, estratta da un registro della Luogotenenza Generale, segnato K 5, a pag. 176, esistente nell’Archivio di Stato di Cagliari. Baudi di Vesme, Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXII, col. 620.) |
In Castro Novo Neapolis 28.03.1446 |
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30 |
Re Alfonso concede intera venia ai borghesi di Villa di Chiesa che avevano espugnato e tolto al Conte di Quirra e consegnato al Luogotenente del Re il Castello di tale Villa. (Copia autentica, ma poco esatta, in foglio cartaceo, estratta da un registro della Luogotenenza Generale, segnato K 5, a pag. 177, esistente nell'archivio di Stato di Cagliari. Baudi di Vesme Codex Diplomaticus Ecclesiensis, sec. XV, doc. LXIII, col. 622.) |
In Castro Novo Civitatis Neapolis 28.03.1446 |
Materiale fornito dalla Dott. Antonina Mariorana direttrice dell' Archivio Storico Comunale, si ringrazia per la gentile collaborazione.